La Cassazione si pronuncia sull’applicabilità del D. Lgs. 231/2001 alle Società Unipersonali

Cassazione

(Cass. Pen., Sez. VI, 16 febbraio 2021, n. 45100)

La Sezione VI della Corte di Cassazione – con la sentenza indicata in epigrafe – si è pronunciata in merito all’applicabilità della responsabilità ex D. Lgs. 231/2001 alle S.r.L. unipersonali.

Nel caso di specie, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pescara ha proposto ricorso per Cassazione avverso un’ordinanza del Tribunale con la quale era stato disposto l’annullamento dell’ordinanza del Gip applicativa di una misura cautelare interdittiva nei confronti di tre società unipersonali indagate ex art. 25 D. Lgs. 231/2001.

Investita del caso, la Suprema Corte, nell’esaminare la questione dell’applicabilità del D. Lgs. 231/2001 alle società unipersonali, ha evidenziato come queste – diversamente dalle imprese individuali – siano soggetti giuridici “metaindividuali”, autonomi e distinti dalla persona fisica dell’unico socio, a cui la legge – in presenza di determinati presupposti – riconosce una propria personalità giuridica.

Pertanto, ad avviso del Giudice di legittimità, non sussiste alcuna incompatibilità all’applicazione del D. Lgs. 231/2001 anche alle società unipersonali, purché “sia in concreto identificabile un interesse sociale distinto da quello della persona fisica del rappresentante, tenuto conto della struttura organizzativa, dell’attività esercitata, delle dimensioni dell’impresa e dei rapporti tra socio unico e società”.

In conclusione, la Corte ha accolto il ricorso e, per l’effetto, ha rinviato al Tribunale di Pescara per le valutazioni di merito sull’imputabilità del reato all’ente ex D. Lgs. 231/2001.

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