GIM Legal assiste Castello SGR nella cessione di un Greenfield alle porte di Milano, da adibire a Data Center

Cozzi Matteini Data Center

A sostanziale conclusione di un complicato iter urbanistico condotto di concerto tra le parti, si è conclusa la compravendita di un vasto terreno agricolo (greenfield) edificabile sito in Melegnano, alle porte di Milano, sul quale l’acquirente – una multinazionale americana leader nel settore – intende edificare un data center di circa 60.000 mq.

Il venditore, un FIA riservato gestito da Castello SGR, è stato assistito da GIM Legal STA, in particolare dal Partner Nicola Cozzi (nella foto a sinistra), con la collaborazione del Junior Associate Carlo Macale e dal Managing Partner Luigi Rizzi per gli aspetti regolamentari e fiscali.

“C’è grande soddisfazione – afferma l’avv. Alessandro Matteini (nella foto a destra), Partner responsabile del dipartimento Real Estate – per la positiva conclusione di questa operazione. Anche a fronte di una serie di numerose complicazioni e difficoltà, data la complessità dell’operazione, il team ha dimostrato tutta la propria competenza e professionalità, consolidando la posizione di GIM Legal quale studio di riferimento nel settore del Real Estate e dell’assistenza prestata a favore di fondi d’investimento e intermediari vigilati”.

La rassegna stampa:

LegalCommunity

Global Legal Chronicle

DealFlower

BeBeez

LawTalks

 

GIM Legal & The Lex Fellowship

The Lex Fellowship
Martedì 7 giugno 2022, presso la sede di Viale dei Parioli, 124 a Roma, GIM Legal ospiterà un nutrito gruppo di studenti provenienti dalle più prestigiose università americane grazie alla partnership con The Lex Fellowship, società internazionale specializzata nell’offrire a laureati e laureandi del settore legale la possibilità di visitare e mettersi alla prova nei più importanti e rappresentativi studi legali italiani (e non solo).
Per l’occasione, gli studenti di The Lex Fellowship saranno chiamati a confrontarsi con diversi quesiti e test preparati dai nostri avvocati, con un focus puntato sull’attività di consulenza e assistenza legale nelle materie affini a GIM Legal come i Financial Services ed il Real Estate, da risolvere singolarmente ed in gruppo sotto la supervisione di professionisti esperti.
La collaborazione, iniziata nel 2019 e sospesa temporaneamente a causa della pandemia, si rinnova e, oltre all’appuntamento del prossimo 7 giugno, se ne svolgerà un secondo in data venerdì 1° luglio 2022.

GIM Legal e BonelliErede nell’apertura del solution center europeo di Illumina a Milano

Illumina

Il Solution Center europeo di Illumina sarà nel Mind Innovation District (ex area Expo 2015) di Milano

 

Illumina Inc, azienda americana quotata al Nasdaq e specializzata nel sequenziamento genico, aprirà la propria sede italiana a Milano nel Mind Innovation District (ex area Expo 2015), distretto dell’innovazione dove convergeranno le nuove frontiere della tecnologia e delle bio scienze che Lendlease – multinazionale australiana quotata nell’Australian Stock Exchange leader nel settore delle infrastrutture e real estate, specializzata nello sviluppo di aree urbane – sta sviluppando.

La sede di Illumina ospiterà il solution center ed il polo di ricerca della società californiana in Europa, con attività che saranno focalizzate sul genoma e le applicazioni del sequenziamento genomico.

Illumina è stata assistita da GIM Legal con un team multidisciplinare composto dal Partner Alessandro Matteini, dal Senior Associate Marco Conti e dall’Associate Maria Chiara Zonfrilli.

Lendlease è stata assistita da BonelliErede con un team composto dal partner Johannes Karner, membro del Focus Team Real Estate, e dalle associate Francesca Del Giudice Greco e Giulia Vannoni.

LegalCommunity

LawTalks

Sole 24 Ore – NT Plus

Requadro

Novità normative dei FIA riservati possibile svolta per gli investimenti nell’economia reale

FIA Riservati

Dopo aver partecipato alla consultazione pubblica del MEF, le considerazioni di GIM Legal in merito alle variazioni della disciplina dei FIA italiani riservati

 

GIM Legal ha partecipato e contribuito alla consultazione pubblica indetta da Ministero dell’Economia e delle Finanze sulla proposta di revisione dell’art. 14 del Decreto 5 marzo 2015, n. 30, Regolamento attuativo dell’art. 39 del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, concernente la determinazione dei criteri generali cui devono uniformarsi gli Organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) italiani (“D.M. 30/2015”), relativo ai c.d. FIA – Fondi di investimento alternativi italiani riservati.

La revisione normativa, recentemente introdotta dal MEF – Ministero dell’Economia e delle Finanze, è finalizzata ad estendere le possibilità di investimento in FIA italiani riservati ad una più ampia platea di clienti, con patrimoni di medie e grandi dimensioni e disponibilità, garantendogli la possibilità di investire nel medio/lungo periodo in asset liquidi e in società non quotate.

“Dopo aver partecipato attivamente alla Consultazione del Ministero dello Sviluppo Economico dello scorso anno sui FIA – afferma Luigi Rizzi, Managing Partner di GIM Legal – accogliamo con grande soddisfazione e piena condivisione alcune modifiche apportate al testo normativo. In merito alla riduzione del limite minimo di investimento, come motivato nella consultazione, concordiamo con il Ministero che euro 100.000 sia un limite congruo, considerata la natura dell’investimento finanziario, rappresentato da un fondo illiquido che richiede un adeguato livello di conoscenze finanziarie per comprenderne il funzionamento”.

“Queste novità normativa, data la necessità di forti investimenti in economia reale – conclude l’avv. Marco Corica, responsabile del team Venture Capital di GIM Legal –  rappresenta un possibile punto di svolta per i Fondi di investimento alternativi italiani riservati perché si allarga sensibilmente la quota di mercato ed il numero di potenziali investitori interessati a sfruttarne le grandi potenzialità e quindi renderà più incisiva anche la capacità di raccolta di capitali destinati allo sviluppo delle industries a maggiore potenziale di sviluppo”.

Sole 24 Ore

LawTalks

Infortunio sul luogo di lavoro: sussiste la responsabilità dell’ente per il lavoratore con mansioni diverse da quelle pattuite

Infortunio

(Cass. Pen., Sez. IV, 21 febbraio 2022, n. 5869)

La Sezione IV della Corte di Cassazione – con la sentenza indicata in epigrafe – si è pronunciata sulla sussistenza dei presupposti della responsabilità amministrativa dell’ente, in occasione di un procedimento per lesioni colpose ex art. 25 septies D. Lgs. 231/2001, cagionate per aver adibito il lavoratore a mansioni diverse da quelle pattuite.

Nel caso di specie, la Corte d’Appello di Napoli pronunciava sentenza di condanna, dal momento che l’ente aveva destinato un custode a mansioni edili non rientranti nelle sue competenze e, in ragione della mancanza di attrezzatura ad hoc, il lavoratore aveva riportato lesioni, dopo essere caduto dal pontile mentre eseguiva lavori di tinteggiatura. L’ente proponeva ricorso avverso la sentenza di secondo grado, ritenendo di non aver avuto alcun interesse o vantaggio dalla destinazione del custode a mansioni edili, dato che aveva già incaricato una ditta per la tinteggiatura e non aveva, dunque, conseguito alcun risparmio di spesa, come ritenuto dalla Corte d’Appello.

La Suprema Corte ha ritenuto infondato il motivo di ricorso presentato dall’ente, soffermandosi sulla disciplina dei presupposti della responsabilità amministrativa dell’ente ex art. 5 D. Lgs. 231/2001, in ipotesi di destinazione del lavoratore a mansioni esulanti dal contratto di lavoro.

In tal senso, gli Ermellini hanno affermato che “la Corte d’Appello ha ben esplicato come vi fosse un chiaro interesse da parte dell’ente in relazione alla condotta colposa dell’agente, costituito dal risparmio di spesa derivante dall’aver utilizzato un proprio dipendente per lo svolgimento di mansioni (lavori edili in quota) esulanti da quelle previste dal suo contratto di lavoro (custode). Non vi è poi prova in atti che i lavori di tinteggiatura fossero stati commissionati ad una ditta specializzata, come genericamente dedotto dal ricorrente”. In base a quanto premesso, la Corte ha ritenuto provato l’interesse dell’ente alla commissione del reato presupposto, da individuarsi nel risparmio di spesa relativo alla destinazione del lavoratore a mansioni diverse da quelle pattuite.

In conclusione, la Corte di Cassazione ha ritenuto l’infondatezza del predetto motivo di ricorso; tuttavia – essendo decorso il termine di prescrizione ex art. 22 D. Lgs. 231/2001 – ha disposto l’annullamento della sentenza impugnata, per essere l’illecito amministrativo estinto per intervenuta prescrizione.

NFT Art, considerazioni e metriche

Cosa sono gli NFT?

Il focus di GIM Legal sugli aspetti teorici, tecnici e giuridici dei Non-Fungible Token, il rapporto con la blockchain e l’applicazione al mercato dell’arte.

 

Gli NFT o Non-Fungible Token stanno avendo un successo così ampio che stanno letteralmente rivoluzionando il mondo dell’arte.

In questo documento, elaborato dall’Avv. Giulia Aranguena, partner responsabile del dipartimento Fintech e del team BlockFin, vengono approfondite nel dettaglio le loro caratteristiche, spiegando che cosa siano e che valore abbiano, considerando tutti gli aspetti teorici, tecnici e giuridici ad essi connessi, senza escludere il loro rapporto con la tecnologia blockchain.

Il documento, inoltre, offre un particolare focus in merito alla loro applicazione nel mercato dell’arte ed è scaricabile al seguente collegamento:

GIM Legal Focus NFT Art

L’8° Report italiano sui Minibond: analisi e metriche

Minibond

Il 14 marzo 2022 l’Osservatorio del Politecnico di Milano ha presentato l’8° Report italiano sui Minibond.

 

Recentemente è stato presentato l’8° Report italiano sui Minibond prodotto dall’Osservatorio del Politecnico, uno degli eventi più attesi per gli operatori del settore e per tutti i soggetti che quotidianamente investono nella finanza alternativa dato che i minibond rappresentano tra le maggiori forme di finanziamento alternativo e complementare al credito bancario per diversificare le fonti e accedere al mercato competitivo degli investitori professionali.

La ricerca ha identificato 832 imprese italiane che al 31 dicembre 2021 avevano collocato minibond di cui ben 520 (ovvero il 62,5%) sono PMI in base alla definizione UE.

Le emittenti sono state 200 (di cui ben 163 si sono affacciate sul mercato per la prima volta) la cui forma giuridica è stata prevalentemente S.p.A. 52,0%, per il 45,0% S.r.l. (tipologia in forte aumento) e per il 3,0% società cooperative.

Per quanto riguarda la scadenza, la distribuzione continua ad essere molto variegata, con una serie di titoli short term con maturity a pochi mesi ed emissioni a più lunga scadenza ed il valore medio del 2021 si attesta intorno ai 5,63 anni (in diminuzione rispetto al 2020).

La presenza di opzioni call e put rispetto al rimborso del capitale frequente nei minibond; nel 2021 sono aumentati quelli che presentano l’opzione call di rimborso anticipato a discrezione dell’emittente.

Lo scorso anno hanno acquisito ulteriore spazio i “basket bond”, ovvero progetti di sistema volti ad aggregare le emittenti per area geografica o per filiera produttiva, anche attraverso operazioni di cartolarizzazione.

Con riguardo, infine, gli investitori che hanno sottoscritto i minibond, il 2021 ha confermato il ruolo importante delle banche italiane che hanno sottoscritto il 43% dei volumi seguite da (i) fondi di private debt per il 23%; (ii) fondi e banche estere con il 14% e (iii) Cassa Depositi e Prestiti per il 9%.

In riferimento al settore di attività, il comparto manifatturiero è in testa (41,5% del campione 2021) seguito dal commercio (14,0%).

Il Report

L’Osservatorio

 

Immobili non abitativi: libera determinazione convenzionale del canone locativo

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 33884 del 12 novembre 2021, ha affermato un principio di diritto in tema di libera determinazione convenzionale del canone locativo per gli immobili destinati ad uso diverso da quello abitativo.

La vicenda sottoposta all’esame degli Ermellini trae origine dalla contestata legittimità di un patto di revisione (in aumento) del canone locativo originariamente convenuto tra le parti nell’ambito di un contratto di locazione ad uso diverso da quello abitativo, per violazione dei limiti previsti dalla L. n. 392/1978, agli artt. 32 e 79.

A tal riguardo, la Suprema Corte ha ritenuto infondata la censura sollevata dal conduttore in merito all’illegittimità del patto di revisione del canone richiamando il principio, recentemente espresso dalla medesima (seppur in una diversa pronuncia in merito al c.d. “calettamento” del canone di locazione), in virtù del quale, in tema di locazioni ad uso diverso da quello abitativo, deve ritenersi legittima la pattuizione di un canone in misura differenziata e crescente per frazioni successive di tempo, salvo che emerga dal testo del patto (ovvero da elementi extratestuali) l’intento delle parti di perseguire il solo scopo di neutralizzare gli effetti della svalutazione monetaria, in elusione dei limiti imposti dall’art. 32 della L. n. 392/1978.

Più in particolare, alla stregua di tale principio, ove le parti non abbiano vincolato la determinazione differenziata del canone al ricorso di elementi oggettivi e predeterminati, idonei a influire sull’equilibrio economico del rapporto (in modo autonomo rispetto alle variazioni annue del potere di acquisto della moneta), la relativa pattuizione deve ritenersi nulla ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 32 e 79 della L. 392/1978.

Sulla base di tale impostazione e tenuto altresì conto della circostanza che il valore locativo di un immobile ad uso commerciale può subire variazioni in dipendenza di fattori estrinseci (i.e. sviluppo urbano, dotazione di maggiori servizi, etc.) di cui non può essere interdetto ai contraenti di tenere conto ai fini della (ri)determinazione del corrispettivo, la Suprema Corte ha enunciato il seguente principio di diritto: “Alla stregua del principio generale della libera determinazione convenzionale del canone locativo per gli immobili destinati ad uso diverso da quello di abitazione, devono ritenersi legittimi, tanto il patto con il quale le parti, all’atto della conclusione del contratto, predeterminano il canone in una misura differenziata e crescente per frazioni successive di tempo nell’arco del rapporto; quanto il patto successivo con il quale le parti provvedono consensualmente, nel corso del rapporto, a stabilire una misura del canone diversa da quella originariamente stabilita; la legittimità di tali patti (iniziali o successivi) dev’essere peraltro esclusa là dove risulti (dal testo del patto o da elementi extratestuali) che le parti abbiano in realtà perseguito surrettiziamente lo scopo di neutralizzare soltanto gli effetti della svalutazione monetaria, eludendo i limiti quantitativi posti dalla L. n. 392 del 1978, art. 32.”

In conclusione spetterà al giudice di merito, in sede di interpretazione negoziale, accertare la reale volontà dei contraenti e quindi valutare se mediante la formula adottata per la determinazione di canoni differenziati e crescenti per frazioni di tempo, o attraverso la stipulazione di patti modificativi del canone in corso di rapporto, le parti abbiano inteso perseguire lo scopo di neutralizzare gli effetti negativi della svalutazione monetaria o abbiano inteso riconoscere al locatore, in misura dinamica, una maggiore fruttuosità in termini reali del ceduto godimento dell’immobile.

Corte Cassazione Ordinanza 33884 del 12.11.2021

 

 

GIM Legal quale Deal Counsel nell’Unwinding della securitasion ICCREA SME Cart 2016

Iccrea

GIM Legal ha agito quale deal counsel nell’operazione di rimborso anticipato e risoluzione consensuale della cartolarizzazione realizzata dal Gruppo ICCREA nel 2016 su portafogli di crediti derivanti da contratti di locazione finanziaria, con emissione di 5 classi di notes da parte della società veicolo ex Legge 130/1999 denominata ICCREA SME Cart 2016 S.r.l..

L’operazione, perfezionata lo scorso 17 giugno, è stata portata a termine tramite esercizio da parte dell’originator ICCREA BancaImpresa S.p.A. (IBI) della call option prevista nel contratto di cessione originario, riacquisto ex art. 58 del Testo Unico Bancario dei crediti residui e successivo rimborso anticipato integrale delle notes in essere per circa 607 milioni di euro.

Il termination and unwinding agreement è stato sottoscritto da tutti i soggetti coinvolti nella cartolarizzazione, tra cui Citibank (quale Principal Paying Agent, Italian Paying Agent, Agent Bank e Account Bank), IBI (quale Originator e Servicer), ICCREA Banca S.p.A. (quale Arranger, Expenses Account Bank e Back-up Servicer), Accounting Partners S.p.A. (quale Computation Agent e Representative of the Noteholders), Zenith Service S.p.A. (quale Back-up Servicer Facilitator) e F2A S.r.l. (quale Corporate Services Provider).

Il team di GIM Legal dedicato all’operazione è stato diretto dai partner Nicola Cozzi e Alessandro Matteini, con la collaborazione dell’associate Emanuele D’Auria.

Press Release:

DealFlower

LawTalks

Global Legal Chronicle

GIM Legal ha assistito Castello SGR nel finanziamento del complesso immobiliare “Innovation Campus Milano”

DLA Piper ha assistito VTB Bank, in qualità di banca arranger e banca finanziatrice, nell’operazione di finanziamento realizzata in favore del fondo di investimento alternativo immobiliare denominato “Green Fund One” e gestito da Castello SGR e relativa al complesso immobiliare multiuso denominato “Innovation Campus Milano”, sito nel comune di Peschiera Borromeo (Milano) e primo esempio di campus in Italia costruito secondo i criteri della certificazione di matrice americana LEED.

In particolare, l’operazione di finanziamento, per l’importo di euro 40 milioni, è stata realizzata nel contesto del trasferimento, del predetto complesso immobiliare dal fondo di investimento denominato “Gennaker” (gestito anch’esso da Castello SGR) al fondo di investimento Green Fund One, con contestuale accollo da parte di quest’ultimo di una porzione di indebitamento relativo o connesso al predetto complesso immobiliare.

Castello SGR S.p.A. è stata assistita GIM Legal nella strutturazione ed esecuzione dell’operazione e nelle negoziazioni inerenti la documentazione finanziaria perfezionata tra il nuovo fondo e VTB Banca, contestualmente allo svincolo delle garanzie sull’immobile da parte del creditore senior.

DLA Piper ha assistito VTB Bank con un team multidisciplinare coordinato dal partner Giuseppe Mele e dall’avvocato Ivano Sproviero e composto da questi ultimi, unitamente alla trainee Costanza Dejana, per i profili di diritto finanziario dell’operazione, dal partner Olaf Schmidt e dall’avvocato Chiara Sciaraffa per gli aspetti di real estate, dalla partner Carmen Chierchia e dall’avvocato Sabrina Calatroni per i profili di diritto urbanistico, nonché dal partner Andrea Di Dio per i profili fiscali dell’operazione.

Il team GIM Legal dedicato all’operazione è stato coordinato dai partner Nicola Cozzi (per i profili societari e finanziari) e Luigi Rizzi (per i profili regolamentari), con la collaborazione degli associate Emanuele D’Auria e Anna Laura Pisu.

Le parti si sono avvalse della collaborazione del Notaio Marco Ruggeri per la stipula di alcuni documenti chiave dell’operazione in sede di closing.

 

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