PIR: con la Legge di Bilancio 2022 aumentano le soglie di investimento

PIR

Il Governo Draghi ha presentato il Disegno di Legge di Bilancio dello Stato con un’importante novità che riguarda il mondo del risparmio gestito. La Manovra 2022 approvata dal Consiglio dei Ministri prevede infatti il potenziamento dei PIR – Piani Individuali di Risparmio tramite l’innalzamento della soglia di investimento oggetto di fiscalità agevolata.

La legge di Bilancio 2022 prevede un innalzamento dei limiti d’investimento nei PIR a 40.000 euro annuali e 200.000 complessivi, al fine di attrarre ulteriore risparmio per finanziare a lungo termine le imprese private italiane. Il PIR, infatti, è un “contenitore” nel quale possono essere conferiti, entro determinati limiti quantitativi, somme o valori da destinare a investimenti in strumenti finanziari, oltre che in disponibilità liquide, nel rispetto di determinati vincoli di investimento e di un periodo minimo di detenzione di 5 anni degli strumenti finanziari nel piano. Il beneficio riconosciuto agli investitori è rappresentato da un regime di esenzione dei redditi di natura finanziaria derivanti dagli strumenti detenuti nel piano stesso.

Con l’obiettivo di attrarre nuovo risparmio privato verso le imprese italiane, la legge di Bilancio per il 2022 dispone l’aumento dei i limiti all’investimento oggetto di fiscalità agevolata nei Piani Individuali di Risparmio “ordinari”. La finalità è quella di incoraggiare investimenti a lungo termine (per almeno 5 anni) nell’economia reale. Va ricordato come la disciplina attuale prevede un limite annuale di investimento per i PIR ordinari pari a 30.000 euro e un limite complessivo pari a 150.000 euro. Si elevano ora i limiti applicabili ai piani costituiti fino al 31 dicembre 2019, portando il limite annuale da 30.000 a 40.000 euro e il limite complessivo da 150.000 a 200.000 euro.

In un passato recente, analoga modifica ad opera del cd. decreto “Agosto” (il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104), aveva innalzato il limite di investimento annuo per i PIR Alternativi da 150 mila a 300 mila euro.

Le due misure hanno contribuito ad aumentare l’attenzione verso allocazioni del risparmio orientate al lungo termine e, allo stesso tempo, in grado di supportare la crescita dell’economia reale.

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