L’euro digitale garantirà la tutela dei dati personali: aspettative e preoccupazioni

Dall’“Intervista con Fabio Panetta”, membro del Comitato Esecutivo di Banca Centrale Europea, a Der Spiegel del 9 febbraio 2021, riportata sul sito istituzionale della BCE

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Dopo l’annuncio[1] di Christine Lagarde dello scorso gennaio, secondo cui l’Eurozona avrà l’euro digitale entro i prossimi 5 anni, Fabio Panetta, membro del Comitato Esecutivo della BCE, ha illustrato a Der Spiegel ragioni e propositi della nuova CBDC (c.d. Central Bank Digital Currency) europea, unitamente ad alcuni importanti dettagli su come sarà il nuovo euro; visto anche l’ampio riscontro della recente consultazione pubblica arrivata a circa 8.000 responsi, un record per una consultazione pubblica europea.

Il Dott. Panetta ha sottolineato a Der Spiegel che la predisposizione dei cittadini dell’Unione, ad integrare l’uso del contante con strumenti di pagamento digitali, sarebbe ormai favorita dall’abitudine all’uso di servizi finanziari sempre più personalizzati e convenienti, ma, di contro, spiccatamente insidiosi per la privacy di centinaia di milioni di cittadini. E, l’esigenza di protezione dei dati personali sarebbe una delle preoccupazioni principali emerse con la menzionata consultazione pubblica.

Al riguardo, il Dott. Panetta ha riferito che tale tematica riflette importanti questioni di interesse pubblico e strategico. Prima fra tutte, l’impegno sempre più frequente dell’industria digitale (perlopiù, controllata da enti e server non europei) sulle emissioni di stablecoin proprietarie; che, per la loro diffusione su scala globale, grado di penetrazione nel mercato e volumi esponenziali di dati finanziari interessati, si presentano anche come potenziali veicoli di trasmissione di risorse da un mercato ad un altro.

Se le stablecoin “private” saranno disciplinate dal regolamento Mi.Ca. recentemente proposto[2] , l’euro digitale, costituendo invece un attivo verso la BCE, vedrà il coinvolgimento diretto nella sua distribuzione degli istituti bancari in partenariato con la BCE; e ciò, come sottolineato dal Dott. Panetta, garantirà non solo il valore di cambio, ma anche la protezione della riservatezza dei dati personali trattati, stante la natura degli enti coinvolti e la loro essenza di enti soggetti a controllo e vigilanza bancaria.

 

[1] L’annuncio della presidente della Bce Christine Lagarde, «…L’Eurozona avrà l’euro digitale e sperabilmente non ci vorranno più di cinque anni”, è avvenuto nel corso dell’intervento al Forum Reuters sul futuro dell’Eurozona dopo la fine della pandemia. Fonte Reuters Staff, 29 Gennaio 2021

[2] Il Regolamento del mercato delle cripto-attività proposto dalla commissione il 24 settembre 2020, prescrive una regolamentazione specifica delle c.d. stable coin, emesse da enti privati.

Londra post-brexit insegue l’UE e lancia la sua consultazione pubblica per la regolamentazione di cryptovalute e stablecoin

Il  7 gennaio 2021 il Regno Unito, tramite l’HM Treasury, ha pubblicato un documento di consultazione pubblica relativo alla proposta regolamentare volta a ricondurre i crypto-asset nel perimetro della normativa finanziaria e, più specificamente, a intercettare il fenomeno delle c.d. stablecoin.

Tale documento presenta innanzitutto una approfondita disamina della tassonomia dei crypto asset coerente con la tradizionale tripartizione dei token condivisa nel mercato. 

Riconosciuto inoltre che le stablecoin possono possedere caratteristiche ibride, viene proposta dall’autorità di regolamento UK una definizione tecnologicamente neutra di stable token, quale “token avente valore reso stabile poiché collegato ad uno o più asset e che potrebbe pertanto essere utilizzato come mezzo di pagamento o di riserva di valore”.

Il Documento delinea quindi un approccio regolamentare per il mercato dei cryptoasset diretto alla i) tutela della stabilità finanziaria del mercato, ii) protezione dei consumatori e iii) promozione della concorrenza e innovazione. 

Si rimanda a successivi interventi regolamentari e non sono perciò proposte norme specifiche. Vengono invece indicate alcune linee guida di policy regolamentare, come il principio “same risk, same regulation”, il principio di proporzionalità e l’attenzione per le dinamiche cross-border dei stable token.

Un’ulteriore sezione del Documento è invece dedicata alla regolamentazione delle stablecoin. Rientrano, nell’ambito della proposta, i  token il cui valore è reso stabile dal riferimento ad altri asset (sono quindi escluse le c.d. algorithmic stablecoin), mentre restano esclusi i token usati per scopi di investimento (es. Bitcoin). Per gli operatori di questo settore (issuers, custodians e exchanges) è indicata una lista di requisiti di diverso genere (autorizzativi, prudenziali, di condotta, di security, etc).  

E’ infine fatto invito agli stakeholder di fornire considerazioni in merito alle proposte di regolamentazione dei cryptoasset e dell’utilizzo della tecnologia DLT nel settore finanziario entro il termine fissato al 21 marzo 2021